Caro Vincenzo l’autoritratto che hai fatto è canonico e denota una buona mano che non si improvvisa sicuramente, non si acquisisce con l’esperienza ma forse si migliora. Anch’io mi sono cimentato più volte nell’autoritratto, perchè guardandosi allo specchio con più attenzione di quando lo si fa la mattina facendosi la barba, si scopre per prima cosa la nostra asimmetria e lo sforzo in questo caso è solo mentale nel rovesciare l’immagine che ci stà di fronte. Come gli altri individui ci vedono da un punto di vista diverso, il loro.
La parte destra a sinistra e viceversa. Solo dalla fotografia abbiamo la percezione di essere la stessa persona perchè siamo abituati nel vederci sulla carta stampata. Pensa un po’ come Leonardo, grande osservatore cui era, si sia scoperto al di fuori dallo “specchio”.
Il tuo volto è quello dello “specchio” o l’altro?
In senso metaforico.
Complimenti.
Mi ricordo quello che mi dicesti durante il nostro primo incontro all’expò di Pisa di quest’anno:
” Vedendo le mie opere dove rappresento delle “atmosfere”, qualcuno potrebbe dire ma come si trova nel raffigurare dei soggetti figurativi”. allora aggiugesti alla mostra degli acquarelli tra cui mi ricordo quello di Miles Davis. Per me come penso per tanti altri, non credo che c’era il bisogno di dimostrarlo ma era sottointeso che per toccare quelle note atmosferiche alla Turner non potevi non essere capace di “tenere una matita in mano”.
Parliamo la stessa lingua.
Caro Claudio, grazie per la tua assidua partecipazione al Blog. Stai realizzando davvero quello che io speravo potesse succedere: dialogo, scambio di idee, riflessioni.
Grazie anche per le parole che hai riservato per le mie opere.
Rispondo alla domanda: il volto è quello dello “specchio”, in senso anatomico naturalmente!
26 Giugno 2006 at 12:41 pm
Caro Vincenzo l’autoritratto che hai fatto è canonico e denota una buona mano che non si improvvisa sicuramente, non si acquisisce con l’esperienza ma forse si migliora. Anch’io mi sono cimentato più volte nell’autoritratto, perchè guardandosi allo specchio con più attenzione di quando lo si fa la mattina facendosi la barba, si scopre per prima cosa la nostra asimmetria e lo sforzo in questo caso è solo mentale nel rovesciare l’immagine che ci stà di fronte. Come gli altri individui ci vedono da un punto di vista diverso, il loro.
La parte destra a sinistra e viceversa. Solo dalla fotografia abbiamo la percezione di essere la stessa persona perchè siamo abituati nel vederci sulla carta stampata. Pensa un po’ come Leonardo, grande osservatore cui era, si sia scoperto al di fuori dallo “specchio”.
Il tuo volto è quello dello “specchio” o l’altro?
In senso metaforico.
Complimenti.
Mi ricordo quello che mi dicesti durante il nostro primo incontro all’expò di Pisa di quest’anno:
” Vedendo le mie opere dove rappresento delle “atmosfere”, qualcuno potrebbe dire ma come si trova nel raffigurare dei soggetti figurativi”. allora aggiugesti alla mostra degli acquarelli tra cui mi ricordo quello di Miles Davis. Per me come penso per tanti altri, non credo che c’era il bisogno di dimostrarlo ma era sottointeso che per toccare quelle note atmosferiche alla Turner non potevi non essere capace di “tenere una matita in mano”.
Parliamo la stessa lingua.
Ciao
Claudio
28 Giugno 2006 at 5:47 pm
Caro Claudio, grazie per la tua assidua partecipazione al Blog. Stai realizzando davvero quello che io speravo potesse succedere: dialogo, scambio di idee, riflessioni.
Grazie anche per le parole che hai riservato per le mie opere.
Rispondo alla domanda: il volto è quello dello “specchio”, in senso anatomico naturalmente!
A presto.
17 Marzo 2007 at 11:53 pm
CARO AMICO E COLLEGA
GRAZIE PER QUESTA OPERA MERAVIGLIOSA,GUARDANDO QUESTE FOTO VEDO NON SOLO ARTISTA MA ANCHE UN UOMO GRANDE…..