Barriere. Questo tema mi è caro e nello stesso tempo mi inquieta. Un ricordo di quando ero bambino, il box di legno color celeste con le sbarre che si interponevano tra me e mia madre, tra me ed il suo abbraccio. Pochi giocattoli tra cui una chitarrina di legno ed un' automobilina di latta, lasciato solo, chiedendo con gli occhi una sola cosa di cui avevo bisogno, ma non mi veniva dato, l'amore, una parola dolce,un'attenzione.
Sono emozioni forti che un bambino avverte come una spugna assorbe l'acqua. Sensazioni che rimangono nascoste per anni ma lavorano sulla tua personalità.
Nel rapporto con gli altri il Claudio bambino sceglie le proprie amicizie secondo le sue esigenze:tranquille magari monotone ma che non disturbino il proprio equilibrio credendo che tutto quello che ci circonda sia commisurato alla nostra somiglianza. Fino al giorno in cui si trova a paragonarsi con un mondo diverso e questo provoca in lui un disagio profondo con passaggi di inteso dolore emotivo e di depressione. Mia moglie e dopo i miei figli mi hanno fatto conoscere l'altra faccia della luna: La più bella.
A cinquant'anni scopro che sto crescendo.
EMOZIONI
Claudio Di Lascio nasce a Roma il 24 Novembre 1954 e sin da giovane mostra grande attitudine al disegno. Ben presto L’arte diventerà per il giovane Claudio,artista dal carattere timido e riservato,lo strumento principale per esprimere le proprie emozioni,per esternare la propria voce.
La sua formazione artistica è prettamente autodidatta,ma ciò non ha mai influito sulla sua innata capacità di esprimersi attraverso le più svariate tecniche pittoriche.
La sua carriera artistica,che copre l’arco di un trentennio,inizia negli anni 70,quando Claudio comincia ad imparare a dipingere studiando e mettendo in pratica i suggerimenti degli artisti moderni e contemporanei.
Già negli anni 80 il pittore ha acquisito una tale padronanza della tecnica pittorica che gli permetterà di realizzare le sue prime opere significative sulla scia dell’impressionismo francese.
La maturazione artistica di Claudio Di Lascio non si compie lungo un percorso lineare, ma è attraversato da periodi abbastanza lunghi di pausa, che testimoniano l’affannoso bisogno di trovare strumenti sempre nuovi per dar voce ai propri sentimenti.
Dopo una pausa di ben cinque anni,Claudio sembra aver trovato nell’espressionismo figurativo ed astratto la strada da percorrere,esternando il proprio io attraverso colori puri ed accesi che rappresentano con la stessa violenza la felicità, la paura,la depressione e la noia.
La sua maturazione artistica raggiunge il suo apice in questi ultimi anni,attraverso l’utilizzo di nuovi materiali e la sperimentazione di un nuovo linguaggio artistico:è questo il periodo delle sabbie e delle garze,durante il quale nasce in Di Lascio l’esigenza di uscire fuori dalla “gabbia”,di non nascondere più anche i sentimenti più inconsci e irrazionali.
Le garze sono uno spazio trasparente che si interpone tra il dipinto e l’osservatore ,non per l’esigenza di nascondersi ma bensì per vedere attraverso la loro trama le immagini della vita.Le barriere rappresentano l'ultimo baluardo da abbattere e a testimonianza nelle ultime opere di quelle già abbattute.
20 Giugno 2006 at 9:48 am
Barriere. Questo tema mi è caro e nello stesso tempo mi inquieta. Un ricordo di quando ero bambino, il box di legno color celeste con le sbarre che si interponevano tra me e mia madre, tra me ed il suo abbraccio. Pochi giocattoli tra cui una chitarrina di legno ed un' automobilina di latta, lasciato solo, chiedendo con gli occhi una sola cosa di cui avevo bisogno, ma non mi veniva dato, l'amore, una parola dolce,un'attenzione.
Sono emozioni forti che un bambino avverte come una spugna assorbe l'acqua. Sensazioni che rimangono nascoste per anni ma lavorano sulla tua personalità.
Nel rapporto con gli altri il Claudio bambino sceglie le proprie amicizie secondo le sue esigenze:tranquille magari monotone ma che non disturbino il proprio equilibrio credendo che tutto quello che ci circonda sia commisurato alla nostra somiglianza. Fino al giorno in cui si trova a paragonarsi con un mondo diverso e questo provoca in lui un disagio profondo con passaggi di inteso dolore emotivo e di depressione. Mia moglie e dopo i miei figli mi hanno fatto conoscere l'altra faccia della luna: La più bella.
A cinquant'anni scopro che sto crescendo.
EMOZIONI
Claudio Di Lascio nasce a Roma il 24 Novembre 1954 e sin da giovane mostra grande attitudine al disegno. Ben presto L’arte diventerà per il giovane Claudio,artista dal carattere timido e riservato,lo strumento principale per esprimere le proprie emozioni,per esternare la propria voce.
La sua formazione artistica è prettamente autodidatta,ma ciò non ha mai influito sulla sua innata capacità di esprimersi attraverso le più svariate tecniche pittoriche.
La sua carriera artistica,che copre l’arco di un trentennio,inizia negli anni 70,quando Claudio comincia ad imparare a dipingere studiando e mettendo in pratica i suggerimenti degli artisti moderni e contemporanei.
Già negli anni 80 il pittore ha acquisito una tale padronanza della tecnica pittorica che gli permetterà di realizzare le sue prime opere significative sulla scia dell’impressionismo francese.
La maturazione artistica di Claudio Di Lascio non si compie lungo un percorso lineare, ma è attraversato da periodi abbastanza lunghi di pausa, che testimoniano l’affannoso bisogno di trovare strumenti sempre nuovi per dar voce ai propri sentimenti.
Dopo una pausa di ben cinque anni,Claudio sembra aver trovato nell’espressionismo figurativo ed astratto la strada da percorrere,esternando il proprio io attraverso colori puri ed accesi che rappresentano con la stessa violenza la felicità, la paura,la depressione e la noia.
La sua maturazione artistica raggiunge il suo apice in questi ultimi anni,attraverso l’utilizzo di nuovi materiali e la sperimentazione di un nuovo linguaggio artistico:è questo il periodo delle sabbie e delle garze,durante il quale nasce in Di Lascio l’esigenza di uscire fuori dalla “gabbia”,di non nascondere più anche i sentimenti più inconsci e irrazionali.
Le garze sono uno spazio trasparente che si interpone tra il dipinto e l’osservatore ,non per l’esigenza di nascondersi ma bensì per vedere attraverso la loro trama le immagini della vita.Le barriere rappresentano l'ultimo baluardo da abbattere e a testimonianza nelle ultime opere di quelle già abbattute.